castello dei mori

o amor é o fim do cerco
[José Saramago]

 

Il castello dei Mori, come parte di un percorso a piedi. Una strada ripercorsa a dieci anni di distanza, un viaggio fatto di ritorni, e ricorsi, e nuove scoperte.

Vecchi luoghi visti con occhi nuovi. Vecchi luoghi che ogni volta mi ritrovo a vivere di pancia, svuotando la mente dai pensieri, e facendo scorrere un’infinità di sensazioni.

Credo che in fondo, per me che me ne sto sempre seduto, sia legato al camminare. O al pedalare, che poi è la stessa cosa. Allo spostarsi con le proprie forze, con tutta la calma del mondo.

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musica fronte mare

[…] with my head about to burst
my mouth was so damn dry I thought I’d already died of thirst
by the time I’ve made it to my knees the sun was in the west
another day at the office I guess
by the time the dark finally overtook the sun
I made it to the bench where I met up with the one
who’s somehow made some money
and payed for last nights drink
he said “you need a shower man, you stink”
we waited for the wrecking crew that showed up in good time
sat along the bench, needing food and drinking wine
[Greg Trooper]

Neanche ricordo che anno era, quando facevo le corse per scappare dall’ufficio in tempo per una birra e una serata di musica.

Sarebbe l’ora di ricominciare…

high hopes

encumbered forever by desire and ambition
there’s a hunger still unsatisfied
our weary eyes still stray to the horizon
though down this road we’ve been so many times
[Pink Floyd]

23.05.03.jpg

La speranza è una trappola. È una cosa infame inventata da chi comanda, ebbe a dire Monicelli.

E difficilmente ha mai nutrito qualcuno se non di illusioni.